Il miglior riso senza glutine selezionato, all’interno del molino de La Veronese, viene lavorato con sapienza e rigorosa attenzione per preservarne le caratteristiche e il valore di questo prezioso alimento.
Il nostro riso è offerto in tre tipologie, Vialone Nano “Nanin”, Carnaroli e Arborio. Tutte omg e

gluten free.
Il riso senza glutine La Veronese® è in confezioni sottovuoto da 1000 g in astucci di cartone colorato.

 

NANIN VIALONE NANO

Il riso Vialone Nano è una squisita varietà di riso semifino.
Dalla tipica forma tonda e semilunga, è il riso per eccellenza della tradizione veneta, capostipite dei risi da risotto che ci rendono famosi nel mondo.
La sua consistenza si mantiene compatta, prestandosi di conseguenza a diverse preparazioni e figurando, per merito della versatilità e del sapore caratteristico, tra le migliori qualità di riso prodotto in Italia.
Il Vialone Nano offre il meglio di sè nei minestroni, nei timballi e nei risotti cremosi e ciò anche in virtù della sua capacità di rilasciare l’amido, presente in dosi significative nei chicchi, durante la cottura.

SUPERFINO CARNAROLI

Il Carnaroli è il tipico riso perlato, caratterizzato cioè dalla gemma interiore facilmente visibile ad occhio nudo e responsabile dell’ottima tenuta alla cottura e della capacità di assorbire aromi e condimenti in modo eccellente, caratteristiche che lo collocano tra le varietà di riso italiano più apprezzate.
Sicuramente tra i migliori risi al mondo per la preparazione dei risotti, il Carnaroli presenta anche una grande versatilità che gli permette di essere impiegato in molte ricette come le insalate di riso o nei timballi.

 

SUPERFINO ARBORIO

Il riso Arborio è caratterizzato dai chicchi molto grandi che cuociono perfettamente ed in maniera uniforme mantenendo al dente il nucleo centrale.
Durante la cottura, la superficie del chicco cede quel tanto di amido che permette di legare minestre e minestroni, risultando perfetto anche per il risotto, un piatto cui l’Arborio garantisce un’ottima mantecatura. Bisogna però fare attenzione a non scuocerlo perché, tra i superfini, è quello con la più bassa tenuta di cottura e il passaggio da crudo a troppo cotto avviene con particolare rapidità. Il consiglio perciò è quello di lasciarlo sempre leggermente al dente.